Somatizzazione



Nelle antiche civiltà il binomio mente – corpo, soma – psiche, era di notevole importanza ed inscindibile il loro rapporto; basti pensare come questo argomento sia stato al centro delle diverse teorie filosofiche e come con Cartesio sia avvenuta la prima rottura di questa relazione anche solo nel suo pensare filosofico. Ai nostri giorni l’atteggiamento è molto simile al pensiero cartesiano e non ci si accorge di quanto questo rapporto sia di fondamentale importanza, soprattutto nella nostra epoca in cui malesseri e dolori fisici non presentano il più delle volte alcuna causa organica ma bensì sono riconducibili a disagi psichici e problemi psicologici. Infatti sono sempre più frequenti le visite mediche per disturbi che possono essere ricondotti alla classe delle cosiddette “Somatizzazioni”ovvero:
disturbi gastrointestinali quali ulcera gastro-duodenale, colon irritabile, gastrite, stipsi, diarrea e vomito;
disturbi cardiovascolari quali ipertensione arteriosa, tachicardia, aritmie, angina pectoris e infarto;
disturbi dell’apparato respiratorio come asma bronchiale, iperventilazione e affanno;
le malattie della pelle quali eczema, psoriasi, prurito, acne, orticaria e iperidrosi;
disturbi dell’alimentazione quali anoressia e bulimia nervose;
disturbi dell’apparato urogenitale come dolori mestruali, eiaculazione precoce, bruciori e dolori nella minzione;
ed infine altre malattie quali diabete mellito, ipoglicemia, crampi muscolari, cefalee e artriti.
È difficile che la diagnosi di somatizzazione venga fatta se non dopo diversi ricorsi dal medico generico o dallo specialista ed inoltre sono diverse gli approcci di cura. Negli ultimi anni anche la medicina ha cercato di adottare un approccio multifattoriale in casi come quelli sopra descritti, tenendo in considerazione come la mente utilizzi il proprio corpo per esprimere emozioni non accettate e difficoltà interiori, facendo spesso seguito a periodi di stress, cambiamenti o lutti. La psicologia non ha mai trascurato questa interazione e la psicoanalisi in particolare ha sempre fatto riferimento ai movimenti inconsci che si esprimono con il corpo prendendo forma attraverso una malattia. Basti pensare ad esempio ai disturbi gastrointestinali che oggi vengono curati con medicinali che agiscono non solo sul sintomo specifico ma anche sul sistema nervoso (miorilassanti o benzodiazepine); oppure a dermatiti o eczemi che passano senza l’ausilio di medicinali. E’ ovvio che non tutti i casi si riferiscono a delle somatizzazioni, ma bisogna comunque fare molta attenzione a non trascurare quanto la psiche e le dinamiche inconsce influenzino una qualsiasi malattia fisica specie se non è presente alcun riscontro positivo con cause organiche certe.
Nella nostra società si è perso il valore di considerare prioritario il benessere psicologico prima che quello fisico ed in una cultura del consumismo la quantità di denaro spesa per colmare un vuoto interiore è proporzionale al malessere e all’incapacità di sentire e vivere l’armonia mente – corpo, di saper assaporare emozioni positive e affrontare i disagi; il benessere dell’uomo parte dalla sua capacità di entrare in contatto con se stesso, con le sue parti più profonde ma spesso non ci riesce e poiché la nostra psiche deve pur farsi sentire, lancia il suo grido attraverso il corpo in ogni sua parte, lasciando così alla persona stessa la scelta di ascoltare quel grido oppure tapparsi le orecchie rimanendo indifferenti. Tutto ciò che si agita e si muove dentro di noi abbiamo il dovere di ascoltarlo altrimenti rischiamo solo di rimanerne intrappolati senza trovare più via d’uscita.
Per far capire quali sono i criteri per diagnosticare il disturbo di somatizzazione prendo in considerazione quelli del DSM IV ovvero:
è necessaria una storia di molteplici lamentele fisiche, cominciata prima dei trenta anni, che si manifesta lungo un periodo di numerosi anni, e che conducono alla ricerca di trattamento o portano a significative menomazioni nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.
Occorre quindi che i seguenti sintomi siano stati presenti in qualche momento nel corso del disturbo:
quattro sintomi dolorosi: una storia di dolore riferito ad almeno quattro localizzazioni o funzioni (per es. testa, addome, schiena, articolazioni, arti, torace, retto, dolori mestruali, dolori nel rapporto sessuale o durante la minzione);
due sintomi gastro-intestinali: una storia di almeno due sintomi gastro-intestinali in aggiunta al dolore (per es. nausea, meteorismo, vomito al di fuori della gravidanza, diarrea oppure intolleranza a numerosi cibi diversi);
un sintomo sessuale: una storia di almeno un sintomo sessuale o riproduttivo in aggiunta al dolore (per es. indifferenza sessuale, disfunzioni dell'erezione o dell'eiaculazione, cicli mestruali irregolari, eccessivo sanguinamento mestruale, vomito durante la gravidanza);
un sintomo pseudo-neurologico: una storia di almeno un sintomo o deficit che fa pensare ad una condizione neurologica non limitata al dolore (sintomi di conversione, oppure alterazioni della coordinazione o dell'equilibrio, paralisi o ipostenia localizzate, difficoltà a deglutire o nodo alla gola, mancamenti, afonia, ritenzione urinaria, allucinazioni, perdita della sensibilità tattile o dolorifica, diplopia, cecità, sordità, convulsioni, sintomi dissociativi come amnesia o perdita di coscienza con modalità diverse da mancamenti).


 

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