Disturbi alimentari
In televisione così come nelle riviste e in tutti i negozi di bellezza
veniamo bombardati da pubblicità e messaggi che riguardano le diete, le
creme snellenti, gli integratori e le cure poco salutari che dovrebbero
rendere più bello, tonico e agile il corpo di una donna, anche se negli
ultimi tempi questo fenomeno ha inciso parecchio anche sul genere maschile.
Si capisce che dietro questi corpi perfetti da copertina si nascondono abili
trucchi del ritocco d’immagine e giochi pubblicitari che sono solo mirati
alla vendita, all’inganno e con l’unico obiettivo di speculare attraverso il
ricatto psicologico “Se non sei magra non sei bella”, e che nulla hanno a
che vedere con la salute del corpo.
Ora pensiamo come tutto ciò possa influire sulla mente di una giovane
ragazza appena uscita dalla pubertà, che deve fare i conti con i complessi,
i cambiamenti, le contraddizioni che l’adolescenza le impone. Il corpo
assume sempre più importanza, si trasforma, i sentimenti e gli atteggiamenti
vengono stravolti alla ricerca di una propria identità; i conflitti interni
si propagano come schegge nel mondo circostante. Allora è proprio su queste
adolescenti che bisogna fare attenzione, sul modo in cui arrivano loro
queste false verità poiché nella maggioranza dei casi è in questa fascia
d’età che si possono verificare disturbi alimentari che daranno seguito a
vere e proprie patologie trascinate per anni e di difficile risoluzione, da
cui non sono esclusi negli ultimi tempi neppure i maschi adolescenti.
Con il termine di disturbo alimentare mi riferisco alle ben note “Anoressia
e Bulimia” caratterizzate rispettivamente dai seguenti sintomi:
Anoressia:
• rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale
per l’età o la statura;
• intensa paura di acquistare peso o diventare grassi anche quando si è
sottopeso;
• alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo,
o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di
autostima, negando la gravità delle condizioni di sottopeso;
• amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.
Bulimia:
• ricorrenti abbuffate. L’abbuffata è caratterizzata da: mangiare in un
periodo definito di tempo, ad esempio due ore, una quantità di cibo
significativamente maggiore di quello che mangerebbe la maggior parte delle
persone nello stesso tempo ed in circostanze simili; sensazione di perdere
il controllo durante l’episodio dell’abbuffata;
• ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento
di peso come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri
farmaci, digiuno o esercizi fisici eccessivi;
• le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano almeno due volte
alla settimana per almeno tre mesi;
• i livelli di autostima sono influenzati dalla forma e dal peso corporei. (DSM
IV)
Anche nel nostro territorio il fenomeno è rilevante e sempre più spesso si
incontrano per strade corpi scheletrici a cui di bello è rimasto ben poco se
non un sorriso triste ed uno sguardo vuoto. L’interrogativo a questo punto è
chiaro: “Cosa si può fare in questi casi?”
Un’attenzione particolare deve essere prestata da parte dei genitori pronti
ad intervenire con il dialogo e il confronto appena si notano diete strane o
comportamenti sospetti, evitando punizioni o rimproveri inutili. In secondo
luogo far capire che è necessario entrare in contatto con il proprio corpo,
imparare ad amarlo nei suoi mutamenti e nelle sue imperfezioni. Se si
necessita di una dieta rivolgersi ad uno specialista e prediligere
l’attività fisica monitorata da esperti o istruttori. I disturbi alimentari
rappresentano un disagio nel contatto col corpo e con parti di sé non
accettate che può portare a malattie organiche serie fino alla morte lenta e
dolorosa. Non si deve sottovalutare il problema sia a livello
individuale-familiare che a livello sociale attraverso progetti di
informazione e prevenzione.
Prendersi cura in modo sano, non farsi del male con cure massacranti,
apprezzare qualche rotondità mediterranea, accettare i propri limiti
evitando di emulare falsi modelli è una regola per tutte le età in un’epoca
del benessere che spesso si trasforma in disagio e sofferenza.