Chirurgia plastica
Il mito della bellezza oggi viene presentato in
modo alquanto distorto, quasi esclusivamente sul versante fisico e la viene
equiparata alla perfezione senza tener conto che una persona può essere
considerata bella non solo per le sue qualità estetiche ma per altri fattori
non fisici quali personalità, simpatia, doti personali, capacità ed
attitudini.
Il rischio di chi ricorre alla chirurgia plastica per raggiungere un’ideale
di bellezza impossibile è quello di ritrovarsi in un corpo estraneo, in un
corpo che non si riconosce più a danno di un’identità che ha perso la via
del ritorno, considerando il fatto che le mode e i canoni di bellezza
variano di anno in anno.
Quando la chirurgia plastica agisce solo su piccoli difetti una tantum, la
correzione dei quali aiuta la persona a stare meglio con se stessa senza
stravolgerne l’aspetto, allora non c’è nulla di male. Quando invece si
verifica che il ricorso alla chirurgia diviene la norma cominciando così il
calvario di operazioni su operazioni, trasformazioni di ogni parte del corpo
che si desidera perfetto al millimetro, allora qui c’è qualcosa che non
funziona, ci sono delle problematiche psicologiche legate alla sfera della
propria immagine che devono essere comprese ed elaborate, pena il rischio
concreto di ritrovarsi con un corpo costruito ad arte ed una mente
sconosciuta a se stessa.
Bisogna allora effettuare una valutazione personale dietro la richiesta di
un intervento, valutare se dietro il tentativo di migliorare il proprio
aspetto fisico si nascondano bisogni più profondi della persona relativi ad
autostima, accettazione e benessere insieme a stati di ansia ed insicurezza
con se stessi e con il mondo circostante facendo in modo di sopravvalutare
l’intervento chirurgico come unica terapia per risolvere problematiche di
altro genere. Se il conflitto interiore che ne sta alla base non viene
affrontato adeguatamente alla fine si arriva ad essere quello che non si è
ovvero a guardare allo specchio un corpo “perfetto” ma senza volto e senza
anima, privato di tutte quelle peculiarità strettamente personali che la
sofferenza psichica diventa una ovvia conseguenza aggiungendo ulteriore
disagio. Se si entra nella spirale dell’intervento continuo la percezione
che la mente ha dell’Io corporeo comincia ad essere distorta senza
permettere un’elaborazione a livello psichico dei cambiamenti in atto e
della nuova immagine interiorizzata. Le pazienti che hanno effettuato
trattamenti di chirurgia plastica ripetutamente hanno delle grosse
difficoltà di identificazione con la loro immagine femminile ovvero:
• rapporto difficile con la loro femminilità
• conflitto inconscio con la figura materna
• incapacità a relazionarsi mentalmente con il mondo maschile vissuto come
incomprensibile
• aspettative verso se stesse troppo alte per le reali possibilità e/o
capacità personali
• vissuti di inadeguatezza sociale
• difficoltà a formare una propria identità fuori dagli schemi comuni
• ripongono negli altri la responsabilità nella riuscita delle loro azioni
(fa parte di questo aspetto il piacere agli altri a tutti i costi)
• difficoltà di adattamento
• difficoltà di affrontare e gestire periodi di crisi personali
Pensiamo inoltre a tutte le donne che non riescono ad accettare
l’invecchiamento, che vivono con terrore il passare del tempo e che si
riducono ad essere l’una la falsa copia dell’altra, con gli stessi tratti
del viso, le stesse labbra ritoccate le stesse rughe che non ci sono e guai
a strappare un sorriso non troppo contenuto. Anche in questi casi le
difficoltà ad accettarsi sono notevoli e non si tratta solo di farsi più
belle o di migliorare il proprio aspetto, ma di stravolgere dei volti il cui
ricordo si può vedere solo in vecchie fotografie. Come pure le giovani
ragazze che ricorrono al bisturi per migliorare un corpo in evoluzione, per
emulare personaggi dello spettacolo che fanno parte di una realtà lontana e
diversa dalla loro, con il consenso di genitori che accettano tutto pur di
vedere “felici” i loro figli senza chiedersi però il perché di quella
ricerca.
Sappiamo bene come psiche e corpo hanno influenza reciproca e risulta quindi
impensabile che un corpo stravolto non abbia effetti sulla mente.
E si nota subito come il nesso tra chirurgia plastica e psicologia è molto
rilevante poiché la mancata considerazione dei bisogni psicologi di base sia
da parte del chirurgo sia da parte della paziente può portare a risultati
preoccupanti in termini di salute mentale come stati depressivi acuti,
somatizzazioni, ed in molti casi stati di ansia generalizzata con frequenti
attacchi di panico.
La bellezza è come una ricca gemma, per la quale la montatura migliore è
la più semplice.
(Francesco Bacone)